ORVIETO
La città di Orvieto sorge su una rupe che domina la pianura, nella quale scorrono i fiumi Paglia e Chiani, poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali. Notizie attendibili riguardanti i primi insediamenti umani risalgono al VII secolo a.C., ma è da ritenersi che il luogo fosse già abitato sin dall'Età del bronzo e del ferro. E’ in epoca etrusca che la città, denominata Velzna ha un grande sviluppo e notevole influenza. Del passato etrusco si ha riscontro nei resti della città sulla rupe e principalmente nelle vicine necropoli. L’antichissima Orvieto raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale. Nel 264 a.C. la città venne invasa e distrutta dai Romani e gli abitanti scampati all’attacco, vennero trasferiti a Volsinii Novi, l’attuale Bolsena.
Dopo essere stata annessa ai territori di Roma, Orvieto rimane sotto la sua dominazione fino al declino dell'Impero Romano d'Occidente. Diviene poi libero Comune, e, durante le lotte tra Guelfi e Ghibellini, è fedele al Papa.Orvieto prospera per tutto il Medioevo, raggiungendo l'apice dello sviluppo nel XIII° secolo con la costituzione del Consiglio generale dei 400 e l'elezione del Capitano del Popolo. E' durante questo periodo che vengono costruiti i palazzi e gli edifici sacri più importanti tra cui il Palazzo dei Sette del 1300, il Palazzo del Capitano del Popolo (XII° secolo), Palazzo Soliano (1262), ma soprattutto il famoso Duomo, risalente al 1263, con la sua splendida facciata gotica e con la ricchezza delle decorazioni e delle cappelle interne. Nel 1527 venne edificato su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane il particolarissimo Pozzo di San Patrizio.
BOLSENA E CIVITA DI BAGNOREGIO
Anche se situate geograficamente nel Lazio, le due piccole cittadine hanno avuto da sempre uno stretto legame con l’Umbria e soprattutto con Orvieto.
Entrambe, infatti, come Orvieto sono situate nella stessa zona vulcanica originatasi migliaia di anni fa. Bolsena inoltre costituì rifugio per la popolazione orvietana scacciata dai Romani dopo l’invasione del 264 a.C. A Bolsena, avvenne il famoso Miracolo del 1263, rievocato ogni anno ad Orvieto attraverso la celebrazione del Corpus Domini.
La cittadina lacustre, fondata nel 265 a. C. con la popolazione deportata dall’etrusca Velzna (l’odierna Orvieto), è situata sulla riva nord-orientale del lago omonimo (il secondo, per grandezza, dell’Italia centrale e uno fra i più puliti d’Europa) costituito dalla caldera principale di un complesso vulcanico. Le acque del lago sono oggi, come lo erano già nell’epoca dei Romani ricche di pesce, come il coregone, che dà vita a molte ricette locali, il luccio, il persico, la carpa, la tinca e l’anguilla.
Il Borgo medievale, perfettamente conservato, è dominato dalla rocca, a pianta quadrata munita di quattro torri, eretta dagli Orvietani nel XII sec. e attualmente sede del Museo Territoriale del Lago di Bolsena dove, attraverso interessanti reperti villanoviani, etruschi e romani, e con pannelli didattici, sono illustrate le vicende del popolamento nei secoli del bacino lacustre.
Civita di Bagnoregio, è un luogo incantato, dove il tempo sembra essersi fermato . Il piccolo borgo è infatti completamente isolato ed è raggiungibile solo attraverso un ponte pedonale in cemento armato. La causa di questo isolamento è dovuto alla progressiva erosione della collina e della vallata circostante, che ha dato vita alle tipiche forme dei calanchi e che continua, ancora oggi, rischiando di far scomparire il piccolo paese. Per questo Civita è chiamata è "la città che muore". All'interno del borgo rimangono varie case medievali, la chiesa di San Donato (che si affaccia sulla piazza principale), il Palazzo Vescovile, un mulino del '500, la casa natale di San Bonaventura e la porta di Santa Maria, con due leoni che tengono tra le zampe, una testa umana (a ricordo di una rivolta popolare degli abitanti di Civita, contro la famiglia orvietana dei Monaldeschi).





